Il progetto ILIR per i bambini ciechi di Valona

Nel 1999 è finalmente partito il progetto ILIR "per l’alfabetizzazione braille e la socializzazione dei bambini non vedenti di Valona e del distretto", basandosi su fondi privati, dell’associazione e con il contributo del Ministero per gli affari sociali, tavolo di coordinamento per gli aiuti umanitari all'Albania (Ciau-Das)

"Ilir", in albanese, significa "libertà"...

"Libertà" perché aiuta concretamente una fascia sociale, quella dei bambini non-vedenti, le cui prospettive, in una situazione già di profonda crisi economica e sociale come quella albanese, sarebbero altrimenti pesantemente condizionate e limitate dall’handicap visivo.
"Libertà" perché vuole consentire a questi bambini di realizzare, tramite l’istruzione, le loro aspettative, non rimanendo più un "ingombrante peso" per le loro famiglie, ma diventando parte attiva nel tessuto sociale, per contribuire allo sviluppo della loro terra.
"Libertà" in quanto si propone di mettere i bambini non-vedenti in condizione di potersi scegliere il proprio futuro, e non restare per tutta la vita dipendenti da una misera assistenza pubblica.

Libertà è anche poter giocare!

A sostegno dei piccoli non vedenti di Valona

Agimi ha pensato il progetto con molteplici finalità:

  • dare la possibilità ai bambini ciechi e non-vedenti di Valona e del distretto di migliorare il loro livello culturale, a partire dall’insegnamento del metodo Braille per leggere e scrivere;

  • fornire loro la giusta assistenza sanitaria, facendoli seguire  e visitare da medici oculisti albanesi ed italiani, fornendo occhiali, farmaci e -se necessario- la possibilità di interventi chirurgici;

  • favorire la loro socializzazione, valorizzandoli come individui all’interno della società, sotto la preziosa guida di personale locale appositamente preparato;

  • promuovere le professionalità degli operatori adulti, tutti scelti in ambito locale, affidando loro la conduzione operativa dell’intero progetto;

  • stimolare le istituzioni albanesi al problema e trovare soluzioni di scolarizzazione ed integrazione.

Fondamentale inoltre è anche il messaggio che si intende trasmettere all’intero sistema sociale: anche per gli individui non vedenti -come per tutti i portatori di handicap- c’è la possibilità di affrontare la vita con estrema dignità, al di là di pregiudizi e ignoranze purtroppo ancora diffusi.

E per i bambini in particolare la scuola può essere davvero la chiave che apre le catene, affrancandoli da una condizione svantaggiata e offrendo inaspettate e importanti opportunità. Dotandoli di "risorse di sapere" che potranno rivelarsi fondamentali già nel futuro più prossimo

Dare un sorriso...

...essere un bambino non vedente a Valona, oggi...

...modalità operative del progetto ILIR...

info@agimi.org

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