AGIMI EUROGIOVANI MAGLIE - LICEO DELLE SCIENZE SOCIALI “G. COMI” TRICASE

STAGE : TERRA D’OTRANTO,TERRA DI ACCOGLIENZA O D’INTEGRAZIONE ?

Il Liceo delle Scienze Sociali,G. Comi di Tricase, dall’ 1 al 25 febbraio ha visto impegnate le classi 5d,4b,3a,3b e 3c nello stage formativo : Terra d’Otranto,terra di accoglienza o d’integrazione?,in collaborazione con l’associazione Agimi (nome albanese che significa L’alba) gestita da Don Giuseppe Colavero; responsabile dello stage è stata la prof.ssa Chiara Vantaggiato.
Agimi è nata nel 1991 con l’arrivo ad Otranto dei profughi albanesi e si propone come principale obiettivo quello di creare un ponte di collegamento tra i diversi paesi del mediterraneo, promovendo l’integrazione interreligiosa e culturale,attraverso campi di lavoro e progetti come ILIR (nome albanese che significa libertà) per l’alfabetizzazione dei bambini non vendenti e ipovedenti di Valona.
Caratteristica dello stage sono state le lezioni alternative durante le quali noi alunni siamo usciti fuori dalle aule incontrando vari operatori attivi nell’associazione Agimi,nel Centro d’Accoglienza Don Tonino Bello di Otranto,nel progetto “Lecce Accoglie (sportello per gli immigrati) ed infine nel CIR (Consiglio italiano per i rifugiati).Inoltre abbiamo anche incontrato alcuni docenti dell’Università degli Studi di Lecce ,ed in particolare della Facoltà di Sociologia, come il professore Luigi Perrone con il quale abbiamo affrontato alcuni aspetti di questa problematica molto importante. Molto spesso le informazioni diffuse contribuiscono non solo a creare dei pregiudizi sugli immigrati,ma formano un clima di tensione e di allarmismo che si ripercuote negativamente sulle persone che giungono in Italia.
Abbiamo anche avuto l’occasione di ascoltare la testimonianza diretta di Evazali Rahimi, ragazzo afgano che all’età di 10 anni abbandonando la sua famiglia inizia il suo lungo e drammatico viaggio della speranza per scappare da una guerra assurda e atroce come tutte le guerre che ogni giorno si combattono.
Le docenti dell’ Università, Rossana De Luca e Maria Rosaria Panareo, ci hanno fornito invece un valido contributo teorico per la nostra ricerca focalizzando l’attenzione sulle conseguenze del fenomeno migratorio quali il relativismo culturale che produce una differenziazione sterile tra le culture volta ad evitare contaminazioni ; e l’universalismo che punta a garantire a tutti i diritti universali senza però soffermarsi e salvaguardare le differenze.
Inoltre abbiamo affrontato il tema dei pregiudizi e degli stereotipi dal punto di vista pedagogico-sociale analizzando le cosiddette inferenze,cioè quelle associazioni automatiche che il nostro cervello compie giungendo a costatare come il nostro sapere si basi su concetti etnocentrici.
Lo stage prevedeva oltretutto un visita al Centro Don Tonino Bello, ma ciò non è stato possibile, poiché la prefettura di Lecce , per motivi da noi non condivisi, ha rifiutato la nostra richiesta ; di conseguenza abbiamo avuto un incontro con gli operatori del centro nel Castello. Di tale incontro è stato interessante l’intervento dell’avvocato Conte che ha messo in luce come la normativa italiana sia insufficiente e affronti il fenomeno migratorio solo da un punto di vista repressivo prova ne sono l’ esistenza dei centri d’accoglienza e dei CPT (Centri di Permanenza Temporanea) in cui i fondamentali diritti umani vengono quotidianamente calpestati.
Infine l’ultima riflessione riguarda il fatto che tra la popolazione europea composta da circa 500 milioni di abitanti, vivono e lavorano circa 25 milioni di immigrati.
Tale dato dimostra che il fenomeno migratorio ha un ruolo centrale nelle nostre società e per la nostra civiltà, ma che in Europa come in Italia sia del tutto assente un progetto culturale capace non solo di accogliere le diversità , ma soprattutto di attuare una vera propria integrazione che porti ad arricchimento e ad una valorizzazione della nostra cultura e delle altrui culture.
Per noi lo stage ha rappresentato il primo passo verso la costruzione di tale progetto, abbiamo preso coscienza del ruolo fondamentale che la nostra terra , la Puglia , può e deve rappresentare come ponte di Pace nel mediterraneo. Riteniamo infatti che solo una cultura di Pace possa portare alle realizzazione di un’Europa dei Popoli.

Classe 5ds

 

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